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Sistema Tintometrico

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Idropittura

Esistono molti tipi di pittura per tinteggiare le pareti domestiche: la tempera e l’idropittura sono fra queste.

Vediamo quali sono le principali differenze:
La tempera è adatta a superfici di poca importanza come sgabuzzini, cantine e garage poiché è molto economica ma di scarsa qualità. Con l’andare del tempo infatti, si sfarina facilmente e prima di tinteggiare nuovamente occorre asportare la vernice residua, carteggiare tutto il muro e poi dare nuovamente le mani di pittura. Un’operazione lunga e se fatta da soli, molto faticosa.

Per questo, per tinteggiare gli interni di un’abitazione, si ricorre quasi sempre all’idropittura. Si tratta di un tipo di vernice generalmente lavabile, che ha un’ottima resa, è molto coprente e nel tempo ha un’ottima tenuta. Viene venduta in fusti dal peso variabile in tonalità bianca e in concentrazione elevata. A seconda della casa produttrice, si possono avere vari “punti di bianco”: molto puro, un po’ più “sporco” o tendente all’avorio. Una volta acquistato il fusto (o i fusti, a seconda della dimensione delle superfici da coprire), si procede alla diluizione con acqua secondo le indicazioni fornite in etichetta dal produttore.

Se si vuole ottenere un colore diverso dal bianco, si possono aggiungere pigmenti colorati (in vendita a parte in boccettine piccole) e poi mescolare la diluizione fino ad ottenere un preparato omogeneo da stendere sui muri.
Fra le idropitture, quelle più traspiranti sono adatte a locali come bagni e cucine e per quelle stanze particolarmente umide. Per verificare l’effetto della tinta ottenuta sul muro, iniziare dalle zone meno visibili della casa (come gli sgabuzzini) e poi, eventualmente, apportare modifiche al colore prima di tinteggiare le pareti visibili. Una volta terminate le operazioni, riporre il fusto perfettamente chiuso in luogo asciutto e fresco, lontano da fonti di calore dirette e dai raggi del sole.
Si conserva per qualche tempo.